Nei dintorni

Il castello di Bianello si inserisce in un territorio ricco di arte, natura e tradizione enogastronomica.
Castelli matildici, pievi, oratori e torri si integrano in un paesaggio naturale particolare dove calanchi, boschi e campi coltivati si alternano in colori e forme affascinanti.
Ricordiamo la Pietra di Bismantova, citata dal sommo Dante Alighieri nella Divina Commedia, l’oasi di Bianello, che cinge il castello omonimo in un verde abbraccio, il parco di Roncolo, area
naturalistica e ricreativa.
Poco distante da Quattro Castella troviamo anche altri castelli matildici come Rossena, Canossa, il castello di Carpineti e le pievi di Toano, Caviano, S. Vitale.
Dopo un itinerario nel verde non mancano le possibilità di saziare altri sensi.
I vigneti, i caselli e gli allevamenti di suini e mucche ci ricordano i nostri prodotti più famosi come il Parmigiano Reggiano, il formaggio più conosciuto al mondo grazie alle sue elevate proprietà nutrizionali, il Prosciutto e gli altri salumi dal sapore inconfondibile, il Lambrusco reggiano e l’aceto balsamico tradizionale.

La strada dei vini e dei sapori attraversa il nostro paesaggio celebrando una tradizione culinaria millenaria che fa dell’Emilia la “food valley” più interessante d’Italia.

Chiesa di Sant’Antonino

Posta ai piedi dei quattro colli l’edificio compare nei documenti dopo il 1000 come filiale della Pieve di Bibbiano e fu riedificata nella sua forma attuale tra la fine del secolo XVII e gli inizi del XVIII ad opera della famiglia Canossa sulle fondamenta della precedente struttura medievale.
Dedicata a Sant’Antonino, santo dalla vita controversa, seppur di modeste dimensioni venne abbellita da numerose opere d’arte, tra le quali alcune tele seicentesche e un tabernacolo di D.F.Ceccati. Interessante esempio di scultura romanica, la Chiesa presenta diversi frammenti di rilievi (fine 1000-1100) in pietra arenaria già parte integranti della ricca decorazione romanica originaria ed ora inseriti nei muri esterni della Chiesa.


Chiesa della Madonna della Battaglia

Si trova alle spalle del Castello di Bianello, poco oltre Bergonzano. Fu eretta in memoria della vittoria ottenuta dalle truppe armate di Matilde sulle truppe imperiali nel 1092.
Questa battaglia cambiò il corso degli avvenimenti poiché dopo di essa l’imperatore Enrico IV lasciò definitivamente l’Italia. Fu ricostruita in gran parte nel 1724.


Castello di Carpineti

Già nel IX secolo il castello di Carpineti viene citato in alcuni documenti ma sarà la Contessa Matilde a valorizzare il complesso. All’interno della fortificazione, provvista di un doppio ordine di mura, la Contessa ordina l’edificazione della chiesetta di stile romanico dedicata a Sant’Andrea, tuttora ben conservata. La fortezza di Carpineti viene eletta quale sede privilegiata per ospitare pontefici, imperatori, re e duchi. Nel 1077 accoglie papa Gregorio VII, reduce dall’incontro di Canossa mentre nel 1082 riceve il vescovo di Lucca Anselmo. La morte di Matilde nel 1115 chiude il periodo più denso di avvenimenti nella storia di questo castello, conteso tra Papato ed Impero. Nei secoli seguenti la fortezza di Carpineti subisce diversi assalti e si susseguono al potere più proprietari, fra i quali anche il leggendario “bandito della montagna” Domenico Amorotto (secolo XVI). A circa quattro chilometri dal castello da segnalare l’antica Pieve di San Vitale, la cui canonica è stata oggetto di recenti restauri e oggi adibita a ostello e ristorante. I ruderi del castello sono di proprietà della Provincia di Reggio Emilia e sono visitabili.


Castello di Rossena e la torre di Rossenella

castello di rossenaIl profilo della fortezza di Rossena, impiantata su un rossastro colle vulcanico, costituisce uno degli scorci paesaggistici più suggestivi di tutta l'area matildica. A differenza di altri castelli che nel tempo si sono trasformati in residenze signorili, Rossena ha conservato l’impianto originario di vera e propria macchina da guerra che doveva fermare eventuali aggressioni nemiche provenienti dalla valle dell’Enza. Il castello, forse iniziato nel 950, all’inizio era costituito da un mastio isolato, la cui struttura (ora ribassata) è ancora leggibile al centro della costruzione principale. Di proprietà della Diocesi reggiana, Rossena ha subito un profondo restauro in occasione del Giubileo dell’anno 2000 che ne ha permesso il recupero per usi ricettivi. Oggi ospita un ostello con una cinquantina di posti letto. E’ interamente visitabile, a pagamento, con accesso alle cisterne e al cammino di ronda dove, nelle giornate limpide, si ammira uno splendido panorama. Di fronte a Rossena si staglia la torre di Rossenella, raggiungibile tramite un facile sentiero e visitabile (da primavera a fine ottobre, la domenica pomeriggio) tutti i giorni dell'anno, su richiesta (telefonando all'Ufficio Informazioni di Canossa 0522 - 872225). I colli vulcanici su cui sorgono il castello e la torre fanno parte della Riserva Naturale Integrata della Rupe di Campotrera, istituita con legge regionale.


La Pietra di Bismantova

Dalle colline di Canossa ha inizio l’Appennino Reggiano che innalza a sud, nella direzione delle Regioni Toscana e Liguria, fino alle sue vette più alte che superano i duemila metri.
Il clima fresco e asciutto, le bellezze naturali, i fiumi ancora puliti, i boschi, i monti hanno fatto di questo territorio una meta turistica ambita e frequentata: in estate, in numerose località sparse ovunque; in inverno, nelle stazioni sciistiche rinomate anche oltre l’Emilia.
Lungo il fiume Enza, ad aprile, nel cuore del territorio matildico, si svolgono importanti gare internazionali di canoa-kajak.
Nel medio Appennino si innalza la fantastica rupe di Bismantova, dall’aspetto di un quadrato tavolato di arenaria, citata dal poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia. E’ oggi una meta molto conosciuta per gli appassionati delle arrampicate su roccia.
Ai suoi piedi si trova il centro di Castelnovo né Monti, una cittadina fra le più eleganti e attrezzate di tutto l’Appennino settentrionale.
Più in alto ci si avvicina al crinale, i boschi si fanno vasti e selvaggi, i torrenti si gonfiano di acqua pulita, i monti si increspano fino alle vette rocciose, popolate da cervi e da lupi.
Questo territorio è stato tutelato con la costituzione di un Parco Nazionale che si estende sia nel versante emiliano dell’Appennino che nel lato toscano.


Oasi di Bianello

oasi di bianelloIl Complesso delle Quattro Castella comprende l'Oasi di protezione della fauna del Bianello. Questa è stata istituita nel 1982 dalla Provincia di Reggio Emilia come ambito di protezione della fauna selvatica: un insieme di caratteri morfologici e naturalistici peculiari alla conservazione ai fini delle scienze naturali.
Un biotopo di rilevante interesse naturalistico per la conservazione del territorio. Occupa la zona di transizione tra la pianura e la collina. Sulla morfologia di rocce di origine il paesaggio boscoso, gli anfiteatri calanchivi.

maggiori informazioni


Parco di Roncolo

Il Parco di Roncolo è un'area naturalistica e ricreativa collinare  di proprietà della

PRovincia di Reggio Emilia posta a 16 km da Reggio Emilia , poco prima di Quattro Castella.

La sua vicinanza alla città, la natura dolce del rilievo, l'alternarsi di boschi e di ampi prati periodicamente sfalciati, la presenza di attrezzature facilitano la fruizione dell'area, richiamando un vasto pubblico nella bella stagione. Numerose sono le scolaresche che lo visitano.

Aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 24.00, Roncolo è la meta ideale per lo svago, le attività all'aria aperta e lo sport. Esso è anche meta privilegiata per tutti coloro vogliano svolgere attività di gruppo all'aria aperta, sia sportive che ricreative: da alcuni anni vi si svolgono infatti regolarmente, a cura di associazioni locali, gare di orienteering e manifestazioni con balli etnici e danze popolari.

I 44 ettari del parco sono in parte ricoperti da un bosco misto in cui prevalgono il carpino nero e la roverella, insieme a orniello, nocciolo, ciliegio selvatico, pioppo nero e pino silvestre, fornendo una significativa varietà di paesaggi.

Numerosi sentieri recentemente incrementati attraversano il parco e sono utilizzati per passeggiate e trekking. Lungo i sentieri si snoda un percorso ginnico attrezzato. Il parco dispone di  aree attrezzate con tavoli e panche.

Un bar con piacevole distesa esterna, consente un agevole ristoro da aprile a settembre compresi, che in estate si prolunga anche in orario serale; nei mesi di giugno, luglio ed agosto il bar è infatti aperto dalle ore 11 alle 24, dal martedì alla domenica.

La fruizione del parco è disciplinata da un apposito Regolamento che disciplina gli accessi e fornisce le principali norme comportamentali cui gli utenti devono attenersi.

Per l'organizzazione di attività di gruppo organizzate è necessario richiedere autorizzazione al dirigente responsabile mediante apposito modulo scaricabile dal sito internet della Provincia, nella sezione Territorio e Natura.


Pieve di Toano

La Pieve di Toano si erige sul monte più alto di Toano e le prime notizie della sua esistenza si hanno poco dopo il Mille, ai tempi di Bonifacio di Canossa, padre di Matilde.
Delle robuste mura difensive e del castello non vi è più traccia a parte nel campanile dove rimane ancora la base di un torrione.
Esteriormente colpisce la semplicità delle linee architettoniche, che conferiscono al monumento particolare solennità, di una bellezza tipicamente romanico-lombarda.
L'interno è caratterizzato da una nuda spazialità che sembra immergerci in un'atmosfera di tempi lontani. I capitelli di notevole pregio storico-artistico richiamano elementi di altre pievi coeve e hanno motivi bizantino-ravennati, intrecci canusini, figure primitive a tutto rilievo e motivi con foglie stilizzate di acanto e tralci d'uva.


Pieve di Caviano

La pieve di Caviliano (o, più modernamente, Caviano) figura in una carta del 1070  ceduta da parte della Chiesa di Reggio al Marchese Bonifacio, padre di Matilde di Canossa.
Edificata a margine di un’antica via che costeggiava la Valle dell’Enza, in uso probabilmente anche in epoca romana, è uno degli edificio più antichi rimasti dell’età medioevale nel territorio matildico.
La chiesa è divisa in  tre navate, delimitate da colonne che risalgono al secolo XII. Il pavimento attuale è sopraelevato rispetto a quello originale e testimonia i diversi interventi di ristrutturazione avvenuti nel corso dei secoli.
Recenti lavori di restauro hanno riportato alla luce l’antica cripta della chiesa con splendidi affreschi risalenti ad epoche diverse e la pregevole fonte battesimale ad immersione, in pietra scolpita, ora conservata nei Musei Civici di Reggio Emilia.


Castello di Canossa

Il castello, eretto su una rupe di arenaria bianca, fu edificato nel 940 da Atto Adalberto, di stirpe longobarda.
La posizione strategica di questo castello ha costituito un caposaldo naturale fin dai tempi più remoti. Verso la metà del X secolo Azzo Adalberto rese più munito e resistente il castello e vi edificò il Tempio di S. Apollonio.
Il complesso divenne fulcro della potenza della famiglia dei Canossa e, nel 1077, qui fu concesso lo storico "perdono" del Papa Gregorio VII all'imperatore Enrico IV cugino di Matilde di Canossa.
Nel 1115 con la morte di Matilde per il castello inizia un periodo di declino, segnato da distruzioni e attacchi.
Solo nel 1878 lo Stato Italiano acquistò i ruderi del castello dichiarando Canossa monumento nazionale. Della struttura originaria rimangono tracce delle mura e della cripta del tempio. All'interno del castello si trova un piccolo Museo Nazionale che conserva, fra l'altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo.

 

Chiesa Santa Maria della Mucciatella (Puianello)

In posizione panoramica, rifabbricata come gran parte delle altre chiese del '700, presenta un'elegante facciata con fronte centrale a capanna. La chiesa è considerata un sito templare.

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