Enrico IV

Protagonista della storia medievale, Enrico IV partecipò attivamente alla lotta per le investiture tra Papato e Impero in un’epoca segnata da violenti scontri e tumulti.
Divenuto imperatore del Sacro Romano Impero all’età di sei anni, dovette difendere dalle mire espansionistiche della Chiesa il suo potere e il suo trono, subendo anche il tradimento dei suoi familiari.
Bisognava trovare un equilibrio, seppur precario, tra la fedeltà dei nobili e l’appoggio del Pontefice ed Enrico IV cercò fino alla morte in solitudine di mantenere questo proposito.
Il Dictatus Papae emanato da papa Gregorio VII, dove si enunciava che il pontefice era la massima autorità spirituale e in quanto tale poteva deporre la massima autorità temporale, l'imperatore, mediante la scomunica, è forse l’evento culminante di tutta la lotta delle investiture.
L’imperatore depose il Papa colpevole di non essere stato eletto dal re e Gregorio VII scomunicò ufficialmente Enrico IV e lo dichiarò decaduto.
In questo periodo importantissima è la figura della contessa Matilde di Canossa che, cugina dell’imperatore, ma fedele al papato, funge da mediatrice e organizza un incontro tra i due al Castello di Canossa.
Per giungere alla revoca della scomunica, per tre giorni Enrico IV, vestito di sola lana e a piedi nudi, rimase fuori dal Castello dando vita alla famosa “Umiliazione di Canossa”.
Ottenuta la revoca, dovrà subire una seconda scomunica e deposizione, il tradimento dei figli, guerre interne in Germania con il nuovo re e sconfitte in terra straniera.

Lo scrittore Luigi Pirandello dedica alla figura di Enrico IV una tragedia dove l’umiliazione di Canossa, un momento storico imbarazzante per l’imperatore, si consuma in un ventennio lacerante e pieno di drammi, mostrandoci la sensibilità, le nevrosi e la solitudine di questo affascinante personaggio.

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